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Gigi Casesa

“Non ci credo”, è la prima reazione di chi l’ha conosciuto. Così Giancarlo Macaluso – giornalista e componente del gruppo negli anni 70 – scrisse il giorno dopo il pezzo dedicato a papà. “Perchè un uomo come Gigi Casesa sembrava destinato a non morire mai. La sua vitalità, la sua euforia, il suo sconfinato amore per Agrigento che si traduceva scarrozzando per il mondo generazioni di ragazzi, ne facevano prima che un uomo un personaggio. E, come si sa, i personaggi non muoiono essendo creati per resistere al tempo. La sua fama, le sue conoscenze, le sue relazioni si estendevano al di fuori degli angusti confini regionali. E ciò si deve soprattutto al Val d’Akragas che con oltre 60 anni di storia ha conquistato il mondo intero. Intere generazioni di agrigentini si sono formate sotto la sua ala protettiva ed hanno conosciuto il mondo grazie a lui, a quel signore alto, possente, brizzolato, occhi saettanti, amante del calcio, risata tonante e battuta sarcastica sempre sulla lingua. Un uomo perennemente sospeso tra un volo intercontinentale ed una prova di spettacolo da perfezionare. “ veloci, scattanti, forza picciotti “ gridava in aeroporto ai ritardatari. Era anima e capobranco di quel felice caravanserraglio che produceva spettacoli in ogni angolo della terra. La sua vita. Tecnicamente lui era il Presidente del Val d’Akragas.  Ma solo chi ha avuto a che fare con quel mondo sa quanto il termine Presidente sia stato nel suo caso riduttivo. Perche’ il “Val d’Akragas” era sinonimo di Casesa  e viceversa. I viaggi all’estero con lui, organizzatore perfetto e meticoloso erano divertenti perché egli era  un magnifico guascone capace di intrattenere per ore la comitiva con storie e battute di ogni genere. Ma poteva anche essere severissimo: Lacrime, spesso, scorrevano sul volto di qualche ragazza quando scopriva, alla vigilia di una tournee’ di essere stata esclusa. La sua colpa? Magari aver disertato qualche prova. In questo Gigi era fiscale e rigoroso. Mancherà non solo a  Nino, Lello, Rosalinda e la signora Rosa. Ma forse Gigi Casesa è uscito solo di scena come un qualsiasi personaggio ad un certo punto della recita. E i personaggi, per fortuna, non muoiono mai”.
Questo il pezzo di Macaluso che, in sintesi ho voluto riportare perche il più autentico ed originale sulla figura di papà: classe 1930 – credente e devotissimo a San Calogero e membro dell’Arciconfraternita dell’Addolorata – dirigente al Comune di Agrigento – collaboratore instancabile per decenni della Sagra del Mandorlo in Fiore con Lauretta e con l’impareggiabile Giuggiù Gallo di cui era fraternamente amico.

GRAZIE PRESIDENTE D’ORSI PER L’ISTITUZIONE DEL PREMIO SPECIALE GIGI CASESA !!       
Con riferimento alla  istituzione del  premio nel contesto del Festival Internazionale del Folklore, esprimo, a nome  dell’intera famiglia,  il piu’ vivo e sincero ringraziamento al Presidente D’Orsi. L’amore straordinario di Gigi per la Sagra del Mandorlo ( per decenni con l’amico inseparabile Giuggiu’ Gallo), per il Val d’Akragas e per la città  e’ sempre perennemente presente in tutti Noi che lo abbiamo conosciuto, apprezzato ed amato.
Grazie di vero cuore Presidente !!!
Famiglia Casesa